
Q&A, chiedi allo specialista: “Che cosa si intende per chirurgia oculistica?”
Giugno 19, 2024
Cataratta, cause e fattori di rischio
Luglio 23, 2024Vista centrale o periferica sfocata? Difficoltà a leggere da vicino o da lontano? Campo visivo ridotto? Se lamenti almeno uno di questi sintomi non è il momento di temporeggiare. In questi casi l’unico consiglio è fare una visita oculistica il prima possibile per avere la valutazione di uno specialista ed evitare che quelli che sembrano problemi trascurabili si tramutino in qualcosa di più grave.
Perché è importante sottoporsi a visite oculistiche periodiche?
Dr. Soldati: “Troppo spesso i problemi agli occhi vengono trascurati, o sottovalutati, e a torto, poiché possono essere avvisaglie di problematiche ben più gravi. Infatti, oltre ai sintomi evidenti (difficoltà di messa a fuoco, vista annebbiata ecc.) ci sono dei sintomi più subdoli come mal di testa, stanchezza, spossatezza che potrebbe rappresentare un primo campanello d’allarme per altre patologie. Dobbiamo sempre tenere a mente che la salute dell’occhio è fondamentale per mantenere una buona qualità della vita, per questo è necessario sottoporsi a controlli medici periodici mirati a prevenire e diagnosticare l’insorgere di eventuali problemi”.
Quando fare una visita oculistica?
Dr. Soldati: “A prescindere dai sintomi soggettivi o da una situazione di malessere, è consigliato eseguire dei controlli oculistici periodici, che possono variare in base all’età del paziente.
Nei bambini, senza particolare sintomatologia, è consigliabile una visita oculistica:
- Entro i 3 anni (materna)
- Prima dei 6 anni (elementari)
- A 12 anni
Fino ai 14 anni, è raccomandata una visita oculistica ogni 1-2 anni, sempre secondo il parere del pediatra e/o oculista curante.
In età adulta, invece, è consigliabile:
- Fino ai 40 anni: ogni 5 anni, in assenza di specifiche patologie oculari
- Dopo i 40 anni: ogni 2 anni
- A partire da 60 anni: ogni anno
Inoltre, è raccomandata una visita oculistica ogni 1-2 anni anche a seconda delle condizioni di salute generale (ipertensione, diabete mellito, malattie reumatiche, terapia con farmaci sistemici ecc…) o in caso di malattie oculari o interventi di cataratta.
Che cosa si valuta durante una visita oculistica?
Dr. Soldati: “Partiamo dall’inizio, la visita oculistica è la prima attività di prevenzione, diagnosi e successivamente di trattamento. Serve a valutare lo stato di salute degli occhi e a misurare la loro capacità visiva. Inoltre è fondamentale per verificare l’esistenza di malattie dell’occhio o di fattori di rischio che possono indurre danni oculari (diabete, ipertensione, tumori, ecc.)”.
In quali fasi si distingue la visita?
Dr. Soldati: “Ecco spiegato passo passo come si svolge un esame oculistico.
- Si parte dall’anamnesi: quindi vengono raccolte tutte le informazioni di carattere generale ed oculare del paziente.
- Si passa poi all’esame obiettivo: si tratta dell’osservazione diretta del paziente, con attenzione al capo, al volto e agli occhi. Si esamina il loro allineamento e la motilità, lo stato delle palpebre, l’eventuale presenza di alterazioni macroscopiche e non da ultimo si valuta la statica e la mobilità pupillare.
- Si procede poi con la biomicroscopia con lampada a fessura che permette di esaminare in dettaglio le strutture dell’occhio (cornea, congiuntiva, iride, cristallino) utilizzando una luce molto intensa e una lente di ingrandimento. È un esame fondamentale per identificare o trovare indizi su molte patologie oculari.
- Si passa poi all’autorefrattometria: si tratta di un sistema diagnostico computerizzato usato per determinare il difetto refrattivo di un occhio (miopia, ipermetropia, astigmatismo). La verifica definitiva si ottiene però solo al tabellone luminoso (ottotipo), in quanto l’autorefrattometro può talvolta sottostimare il difetto refrattivo specialmente in soggetti giovani, che hanno un sistema accomodativo molto sviluppato.
- Si prosegue poi con l’esame dell’acuità visiva (esame della vista) che permette di misurare la capacità di mettere a fuoco e distinguere gli oggetti, in modo naturale e con la correzione delle lenti.
- Si può eseguire anche la tonometria che consiste nella misurazione della pressione oculare e permette di identificarne l’eventuale incremento, importante fattore di rischio per il glaucoma.
- Se necessario si esegue anche l’esame del fundus oculi che è una valutazione delle strutture oculari collocate posteriormente all’iride ed al cristallino: corpo vitreo, retina centrale, retina periferica, porzione intraoculare del nervo ottico (papilla ottica). Per esplorare queste strutture è spesso necessario dilatare la pupilla instillando alcune gocce di collirio midriatico.
Cosa succede dopo la visita?
Dr. Soldati: “Dopo aver raccolto tutti questi dati il medico oculista dovrà interpretare i dati raccolti e formulare la diagnosi. Se sono presenti elementi sufficienti per la disamina di una patologia, prescriverà la terapia adeguata (medica o chirurgica). In caso contrario consiglierà ulteriori approfondimenti diagnostici. Se il paziente vuole dire addio per sempre a lenti od occhiali lo specialista sarà in grado di consigliare l’intervento risolutivo migliore”.





